preludio allo sfacelo

febbraio 22nd, 2012 § Lascia un commento

decontestualizzare è un grande pericolo, come la malacomunicazione e la malainterpretazione. le zanzare sono un pericolo.

io presterei attenzione a chi dice di crederci, che ce la si può fare. terrei sempre a mente che a dirlo è uno che ce l’ha fatta.

la musica è una grande arte che la gente non sa interpretare.

se facessi un’ispezione analitica di ciò che penso e ciò che metto in discussione, risolverei molti problemi della mia vita

ma realmente mi manca la voglia, e mi manca quella telecaster.

zhivago alternative take

febbraio 20th, 2012 § 2 commenti

strano come ogni tanto si è indecisi fra due grandi dogmi della vita se ascoltare gli altri, o fregarsene di tutti.

strana la vita, come quando guardiamo in terra per capire se da lassù piove.

strana anche quando tu fai tutto bene e la vita ti punisce senza giutificato motivo.

forse la colpa è la mia nell’avere mal interpretato qualche evento, ma considerando che nessuno mi da mai ragione,  mi sa che la ragione ce l’ho proprio io.

il mio problema è che ascolto troppo gli altri e finisco a scenerarmi sulla ginocchia.

voglio diventare la iena del jazz modale

choice is yours live

febbraio 18th, 2012 § Lascia un commento

non ho più voglia di ascoltare i brani che risvegliano in me nostalgia e che rappresentano odore e sapore di giorni passati.

non ho più voglia di soffermarmi a pensare, di soffermarmi a guardare.

mi dichiaro free agent e torno fluido nella scia della probabilità.

compatto la mia immagine esterna e racconto tante cose con un fa minore e una telecaster 52′reissue, metto a posto la mia camera, ripongo la mia rabbia in una scatola sopra l’armadio.

 

ho dei colpi di classe, e un’agenda colma di appunti filosofici e nomi di gruppi jazz.

deux ex machina

febbraio 6th, 2012 § 2 commenti

l’invecchiamento del corpo  non è altro che la simultanea e necessaria conseguenza dello sviluppo dello spirito, deperimento fisico meccanimente derivante dall’elevazione del metafisico.

l’avanzamento dell’età è un processo che non fa altro che rappresentare visivamente il costante equilibrio fra la crescita dello spirito e della mente, equilibrio che non può mai variare, ma rimanere costante.

ciò che è reale è razionale, o seconda legge della termodinamica.

bo.

con meno capelli e più barba non ho ancora capito se tirarmi giù le introduzioni di kurt rosenwinkel aiuti più una cosa o l’altra.

febbraio 2nd, 2012 § 2 commenti

l’energia e i valori dell’uomo invecchiano e si accasciano sotto lo scorrere del tempo e della malacomunicazione.

siamo leoni depressi e rassegnati, perchè è così.

è così l’uomo, ha un sacco di idee e di principi, poi si sceglie la bestia più piccola e impopolare su cui sperimentarle.

 

fumo con il ritmo di uno schizofrenico e cerco di nurtrire e dilatare artificialmente il mio talento, laddove il fulmine dell’idea non arriva.

sto per tornare alle cose, come suggerisce Husserl

 

cose, non cazzate spero

midnight in paris

gennaio 29th, 2012 § Lascia un commento

l’equilibrio dell’universo e del karma parla tutte le lingue e si esprime in maniere infinite.

dall’amore nasce la sofferenza, chi soffre è costretto a crescere e a superare le  barriere che circoscrivono il suo dolore, c’è chi non combatte e chi si arrende, io finisco a mangiare yogurt con un vinile di ornette coleman.

catalizzo le situazioni e gli ordini di idee, raccimolo energia e assorbo come un cuscinetto gli attriti emozionali che si disperdono nell’aria.

sono in tensione ed esteticamente costruttivo.

prendere coscienza di sè significa prendere coscienza del proprio dolore e della proprio impotenza difronte alle mani del destino, con un iphone 4s.

ho delle grandi intuizioni che non riesco mai a buttare giù su carta, e dei vinili niente male.

fuego

gennaio 26th, 2012 § Lascia un commento

indago sul suono della mie mente, e sull’energia del mio cuore

 

esaltatevi mentre la pressa della vergogna e dell’ingratitudine schiaccia la storia del nostro spirito, schiaccia la qualità del tempo e delle giornate che colorano l’animale sociale.

 

siamo leggi viventi che scrivono e organizzano parole prive di logica che descrivono l’inevitabile errore dello scorrere del tempo e delle culture.

 

nelle mie vene il sangue pulsa sui 3/4 e il mio suono appiattisce i pensieri.

 

vado a bere con un grande musicista

 

gennaio 23rd, 2012 § Lascia un commento

sollevo il velo di maya con un armonico naturale e cerco di vedere cosa c’è sotto, ritmiche e suoni tipicamenti africani mettono in moto i miei stati d’animo che marciano con un accento in ritardo.

 

mi addormento e la rabbia mi catapulta fuori da due pareti di granito che si stringono , un urlo, un sorriso e il feedback di un fuzz risuona.

 

passeggio fra ditteggiature sconsigliate, il fumo del drum, e la nebbia che bagna e congela la nostra energia.

 

non ho voglia

 

from god down to earth

gennaio 14th, 2012 § Lascia un commento

riesco sempre a rigenerare me stesso dall’atroce trama del sangue dell’odio. dalle ceneri al fuoco, dalla pioggia al vento.

ho una forza spaventosa, com’è spaventosa la morsa che mi attanaglia le tempie e l’immenso dirupo in cui sprofondo spesso.

ho lasciato qualcosa di sacro e di importante, perdo il filo e osservo la matassa di combinazioni e probabilità rovinare quell’idea, quella pulsazione che  la mia mente non cancella.

il mio istinto di conservazione è soggiogato da un istinto ancora più forte, quello di amare. l’istinto di cedere ciò che più caratterizza la mia vita ad un’altra persona.

la vita è dura, e io ho un bel pò di sfiga.

clouds fly me away

gennaio 5th, 2012 § 2 commenti

l’aria è viziata, sollevo il lenzuolo organico delle mie emozioni, improvviso dentro un giro dissonante come gli eventi che mi hanno investito.

anche se io amo i suoni dissonanti. scrivo una canzone, batto il tempo con il piede e mi commuovo.

aspetto e respiro nel fuoco come jeff buckley, cresco senza accorgermene e guardo i cerchi della realtà che mi sfilano difronte alle pupille.

traumatizzo il mio talento, incendio le mie abilità e registro quello che viene fuori.

ho voglia di urlare, ma solo nella tonalità giusta

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